EDUCATIONAL

Vent’anni di attività e di gratificazioni che hanno stimolato l’azienda a promuovere la formazione su comportamenti propositivi per favorire il cambiamento verso una dimensione più estesa e profonda di responsabilità personali e collettive. Non c’è dubbio che tale azione, apparentemente intangibile, ci consegna risultati concreti, sono migliaia i bambini ed i giovani che, oggi, grazie all’educazione ambientale, sono consapevoli cittadini promotori di futuro.

Esiste una didattica coinvolgente e creativa in grado di formare bambini consapevoli, capaci di relazionarsi in maniera corretta con l'ambiente circostante. I bambini proprio da piccoli imparano le nozioni fondamentali del vivere: insegnare loro come si deve trattare il mondo, con rispetto, è fondamentale per farli crescere con la consapevolezza di avere delle responsabilità nei confronti dell'ambiente in cui vivono.

Verde Pubblico

Censimento del patrimonio arboreo e controllo di stabilità delle piante

Il servizio fornisce un’attività di monitoraggio delle aree verdi, con particolare cura rivolta agli alberi, finalizzata alla redazione del Censimento o Catasto delle Alberature e al successivo aggiornamento periodico dei censimenti del verde già redatti, quali strumenti di conoscenza del territorio e di pianificazione degli interventi manutentivi, utilizzando le tecniche e gli strumenti più adatti . Gli obiettivi di tale attività sono:

  • conoscere e monitorare tutte le aree verdi e strade alberate comunali (adeguandosi a quanto previsto dalla Legge 14 gennaio 2013 n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”);
  • ottimizzare il sistema di Gestione e Manutenzione del verde pubblico riducendo i costi di gestione;
  • rendere fruibile ai cittadini il patrimonio del verde (ad es. informandoli in tempo reale della quantità di anidride carbonica compensata dal verde pubblico)

Il servizio viene strutturato in varie parti:

Manutenzione ordinaria e straordinaria del verde

Viene fornita una valutazione tecnico-economica per la fornitura dei seguenti servizi specifici:

  • il taglio periodico dell’erba con raccolta e pulizia dei tappeti erbosi (parchi, aree attrezzate, giardini scolastici, cigli stradali, ecc.);
  • la potatura periodica di bordure, arbusti, cespugli e siepi;
  • la raccolta delle foglie nel periodo autunnale;
  • la manutenzione di fioriere e aiuole fiorite;
  • l’installazione e la gestione di impianti d’irrigazione;
  • gli interventi antiparassitari controllati;
  • gli interventi di potatura di contenimento, di diradamento, di rimonda del secco del patrimonio arboreo comunale;
  • la ricostituzione di filari stradali alberati;
  • la piantumazioni su parchi e giardini;
  • gli abbattimenti controllati di piante morte o in condizioni fitosanitarie tali da pregiudicare la pubblica incolumità;
  • il taglio manuale e/o meccanico delle erbe acquatiche nei canali e nei fossati cittadini;
  • la pulizia di griglie e paratoie.

Progettazione del verde e sistemazioni paesaggistiche

Il servizio prevede un'attività di consulenza specifica inerente la progettazione per:

  • la realizzazione di nuovi parchi ed aree verdi attrezzate;
  • la riqualificazione di parchi e giardini scolastici già esistenti;
  • gli interventi di ingegneria naturalistica (ad esempio palizzate lungo le sponde dei canali, ecc.);
  • gli interventi di rigenerazione di aree naturalistiche e/o siti degradati;
  • gli interventi di forestazione urbana.

Consulenza tecnico-specialistica

Il servizio offre attività di supporto alle Pubbliche Amministrazioni per:

  • pianificazione degli interventi di manutenzione straordinaria a seguito del monitoraggio;
  • gestione e controllo esecuzione interventi di manutenzione straordinaria (direzione lavori);
  • pareri tecnici inerenti il verde pubblico per la redazione di piani di lottizzazione, piani di recupero, su richiesta del Comune, per il rilascio di permessi di costruire;
  • incontri con professionisti nella fase preliminare di redazione di piani di lottizzazione, piani di recupero;
  • pareri tecnici inerenti il verde pubblico in fase di collaudo finale di piani di lottizzazione, piani di recupero, opere di urbanizzazione;
  • consulenze tecniche per la redazione di progetti di verde su opere pubbliche di nuova realizzazione su richiesta del Settore Lavori Pubblici;
  • consulenze tecniche su verde pubblico e privato su richiesta del comando polizia locale;
  • relazioni tecniche a seguito di sinistri stradali per la quantificazione di danni subiti dal patrimonio arboreo comunale;
  • relazioni tecniche a seguito di danni a terzi e/o a opere pubbliche cagionati dal patrimonio arboreo comunale.

Il Ciclo dei Rifiuti

La problematica e la normativa

Tutti gli atti strategici e regolamentari dell’Unione Europea, a partire dal VI Programma di Azione per l’Ambiente, pongono come obiettivo prioritario l’uso sostenibile delle risorse correlandolo alla gestione sostenibile dei rifiuti.

L’obiettivo è quello di garantire che il consumo delle risorse rinnovabili e non rinnovabili e l’impatto che esso comporta non superi la capacità di carico dell’ambiente e di ottenere lo sganciamento dell’uso delle risorse dalla crescita economica mediante un significativo miglioramento dell’efficienza dell’uso delle stesse, attuata attraverso la “dematerializzazione” dell’economia e la prevenzione dei rifiuti della produzione.

Per prevenire la produzione di rifiuti si effettuano, soprattutto interventi “alla fonte”; tale approccio comporta, da un lato, la ricerca di soluzioni per ampliare la durata della vita dei prodotti, per utilizzare meno risorse e passare a processi di produzione più puliti, dall’altro, la capacità di influenzare le scelte e la domanda dei consumatori perché si favoriscano prodotti e servizi che generino meno rifiuti.

Anche la Strategia tematica per la prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti, che rappresenta una delle sette strategie tematiche di attuazione del VI Programma d’Azione per l’Ambiente, indica una serie di misure da attuare per migliorare la gestione dei rifiuti, rafforzando l’approccio secondo il quale i rifiuti non sono più visti come una fonte di inquinamento, bensì come un’importante risorsa da gestire e utilizzare adeguatamente.

Le finalità della politica di gestione dei rifiuti, riprese dalla Strategia, rimangono la prevenzione dei rifiuti e la promozione del riutilizzo, del riciclaggio e del recupero, ma il nuovo obiettivo è quello di far sì che l’Unione Europea si avvicini a “una società fondata sul riciclaggio, che cerca di evitare la produzione di rifiuti ma che, in ogni caso, li utilizza come risorsa”.

Infine, la Direttiva 2008/98/CE del 19 novembre 2008 introduce significative novità volte a rafforzare i principi della precauzione e prevenzione nella gestione dei rifiuti, a massimizzare il riciclaggio/recupero e ad assicurare che tutte le operazioni di gestione, a partire dalla raccolta, avvengano nel rispetto di rigorosi standard ambientali. Inoltre, la direttiva invita gli Stati membri a garantire la completa tracciabilità dei rifiuti pericolosi, dall’origine alla destinazione finale.

La conoscenza del sistema rifiuti consente di prendere decisioni e poi di monitorarle, di fornire informazioni accessibili agli operatori economici e al pubblico sulla situazione ambientale e sulle relative tendenze.

È, dunque, fondamentale, anche per adempiere agli obblighi comunitari, disporre di una base informativa efficace, continua e accurata, in grado di adeguarsi alla realtà e ai suoi cambiamenti, capace di dar conto delle risposte istituzionali e degli effetti prodotti dalle scelte e dagli interventi correttivi da esse determinati.

Ancora più importante è garantire al cittadino e a tutte le organizzazioni e strutture che operano nel tessuto sociale una corretta informazione sul ciclo dei rifiuti.

L’individuo, infatti, ha un ruolo fondamentale nell’applicazione delle politiche di prevenzione e riciclo dei rifiuti. Indirizzare i consumi verso prodotti che inquinino meno durante tutte le fasi del loro ciclo di vita (progettazione, realizzazione, distribuzione, consumo e postconsumo) e che siano, inoltre, più facilmente riutilizzabili e riciclabili può davvero promuovere la prevenzione e il riciclaggio, garantendo un utilizzo più sostenibile delle risorse.

Fondamentale è il ruolo svolto dal cittadino nei sistemi di raccolta differenziata, il cui successo è legato soprattutto a una corretta informazione e a un suo attivo coinvolgimento.

Recentemente la Commissione Europea è intervenuta per ribadire le priorità nella gestione dei rifiuti con due Comunicazioni al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: la prima del 26 gennaio 2011 “Un’Europa efficiente nell'impiego delle risorse - Iniziativa faro nell'ambito della strategia Europa 2020” e la seconda del 20 settembre 2011 “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell'impiego delle risorse”. Nella civiltà dei consumi il problema della gestione dei rifiuti ha assunto nel tempo dimensioni crescenti, diventando talvolta emergenza e richiedendo interventi drastici. In queste comunicazioni l’uso sostenibile dei rifiuti viene collocato nell’ambito della più ampia strategia di uso sostenibile delle risorse; tale approccio parte dalla modifica degli attuali modelli di crescita e di consumo per definire un quadro d’azione coerente che abbraccia diverse aree e settori e ha l’obiettivo di fornire una prospettiva stabile per trasformare l’economia.

Nella Comunicazione della Commissione “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell'impiego delle risorse” sono individuati nel dettaglio le azioni e i tempi necessari per arrivare concretamente a un uso efficiente delle risorse. Si parte dall’analisi del quadro della situazione attuale che appare davvero allarmante: oggi, nell’UE, ogni cittadino consuma annualmente 16 tonnellate di materiali, 6 delle quali sono sprecate (la metà finisce in discarica). È ormai evidente che l’epoca delle risorse abbondanti e a basso costo è finita, le imprese devono far fronte all’aumento dei prezzi di materie prime e minerali essenziali, la cui scarsità e instabilità sul fronte dei prezzi hanno ripercussioni negative sull’economia.

Il nostro sistema economico continua a incoraggiare un uso inefficiente delle risorse, attribuendo ad alcune di queste prezzi inferiori al loro costo effettivo. In questo contesto appare essenziale trasformare i rifiuti in una risorsa. Bastano alcuni numeri per capire la necessità di azioni rapide e concrete, utili a cambiare l’attuale sistema:

  • ogni anno nell’Unione Europea si producono 2,7 miliardi di tonnellate di rifiuti, di cui 98 milioni di tonnellate sono rifiuti pericolosi.
  • In media solo il 40% dei rifiuti urbani viene riutilizzato o riciclato, il resto è smaltito in discarica o incenerito.
  • Preoccupante è l’aumento di alcuni flussi di rifiuti quali quelli da costruzione e demolizione, i fanghi di depurazione, i rifiuti marini.
  • Per i rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche si stima una crescita di circa l’11% tra il 2008 e il 2014.
  • Alcuni Stati membri presentano un sistema di gestione efficiente, infatti riciclano oltre l’80% dei rifiuti, a dimostrazione di come sia possibile utilizzarli come risorsa, altri invece continuano a smaltire in discarica fino al 90% dei rifiuti prodotti.

Il miglioramento della gestione dei rifiuti contribuisce senz’altro a un utilizzo ottimale delle risorse, può aprire nuovi mercati e creare posti di lavoro, diminuendo la dipendenza dalle importazioni di materie prime e consentendo la riduzione degli impatti ambientali.

Purtroppo gli attuali modelli di gestione non sempre si sono rivelati adeguati, così come i sistemi di controllo che spesso utilizzano procedure insufficienti. Questo ha anche favorito lo sviluppo di traffici legati alla criminalità organizzata che proprio sui rifiuti ha costruito un grande giro d’affari.

La Direttiva 2008/98/CE è stata recepita nell’ordinamento nazionale con il Decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 che ha modificato profondamente la parte quarta del D.Lgs.152/2006, in alcune parti, totalmente riscritta.

In particolare, il novellato articolo 179 del D.Lgs.152/2006, dando attuazione a quanto disposto dall’art. 4 della Direttiva 2008/98/CE, stabilisce l’ordine di priorità della normativa e della politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti. La prevenzione rimane la priorità assoluta, seguita dalla preparazione per il riutilizzo, dal riciclaggio, dal recupero di altro tipo (ad esempio, il recupero di energia) e, infine, dallo smaltimento.

Per garantire l’attuazione di politiche di prevenzione, considerate prioritarie nell’ambito della gerarchia di gestione, è stato disposto che, entro il 31/12/2012, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare adottasse un Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti ed elabori indicazioni affinché detto programma sia integrato nei piani regionali di gestione dei rifiuti. I programmi di prevenzione hanno come obiettivo quello di dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti.

In conformità a quanto previsto dalla Direttiva 2008/98/CE, sia il Programma nazionale che i Programmi regionali, elaborati sulla base di quello nazionale, dovranno fissare obiettivi di prevenzione. Il Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare ha l’obbligo di descrivere le misure di prevenzione esistenti, valutare l'utilità degli esempi di misure indicate nell'allegato L del D.Lgs.205/2010 o di altre misure adeguate, nonché assicurare la disponibilità di informazioni sulle migliori pratiche in materia di prevenzione dei rifiuti e, se del caso, elaborare linee guida per assistere le regioni nella preparazione dei programmi regionali.

Altre misure per promuovere la prevenzione sono individuate all’articolo 180-bis del D.Lgs.152/2006 che stabilisce che le pubbliche amministrazioni promuovano specifiche iniziative dirette a favorire il riutilizzo dei prodotti e la preparazione per il riutilizzo dei rifiuti quali, ad esempio, l’adozione di strumenti economici, di misure educative, di accordi di programma.

Sempre in tale ambito si colloca la previsione dell’adozione, da parte delle stesse Pubbliche Amministrazioni, di criteri di valutazione per l’affidamento di contratti pubblici basati sulle caratteristiche ambientali e sul contenimento dei consumi energetici; a tal fine (entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo) il Ministero dell’ambiente dovrà stabilire gli obiettivi di sostenibilità ambientale negli acquisti da parte della P.A.

Al fine di favorire lo sviluppo di un’autentica industria della gestione dei rifiuti e per la promozione e realizzazione della “società del riciclaggio”, il D.Lgs.205/2010 introduce nuove definizioni, precisa le nozioni di recupero e smaltimento, fissa obiettivi di riciclaggio e recupero, e individua specifiche misure per realizzarli. Introduce così un approccio diverso, maggiormente attento alla riduzione a monte dei rifiuti e all'incremento della raccolta differenziata in vista di un possibile recupero e riciclo, in modo che la gestione dei rifiuti non persegua soltanto obiettivi quantitativi, ma diventi un vero e proprio comparto dell’industria del riciclo e del recupero in grado di offrire opportunità in termini economici e di impresa. Le misure più importanti per aiutare l’Italia ad avvicinarsi a una “società del riciclaggio”, cercando di evitare la produzione dei rifiuti e di utilizzarli come risorse, sono indicate all’articolo 181 del D.Lgs.152/2006.

I comuni, sulla base dei criteri stabiliti dal MATTM e dalle regioni, dovranno realizzare, entro il 2015, la raccolta differenziata almeno di carta, metalli, plastica e vetro, e ove possibile, del legno.

Viene quindi riconosciuto alla raccolta differenziata il ruolo di strumento essenziale per garantire il riciclaggio di qualità delle diverse frazioni merceologiche contenute nei rifiuti urbani.

La raccolta differenziata, attuata in conformità a quanto disposto dall’articolo 205 del D.Lgs.152/2006, e ulteriori misure adottate dai comuni sono funzionali al raggiungimento di specifici obiettivi di preparazione per il riutilizzo e di riciclaggio da raggiungere entro il 2020.

I target interessano sia le frazioni di rifiuti provenienti dai nuclei domestici (almeno carta, metalli, plastica e vetro) o di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti siano simili a quelli domestici, sia i rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi, escluso il materiale allo stato naturale individuato dal codice 17 05 04 dell’Elenco europeo dei rifiuti.Nello specifico, i primi dovranno essere preparati per il riutilizzo ovvero riciclati per almeno il 50% in peso, quelli da costruzione e demolizione per almeno il 70%.

Sempre con il medesimo obiettivo di rendere residuale lo smaltimento dei rifiuti a vantaggio di tutte le forme di prevenzione, riciclaggio e recupero, viene introdotto, in conformità alla Direttiva 2008/98/CE, il principio della responsabilità del produttore.

La responsabilità individuale del produttore rappresenta uno stimolo notevole a modificare le caratteristiche progettuali dei prodotti per promuoverne la riciclabilità o ridurre la produzione dei rifiuti. Inoltre, imponendo ai produttori di sostenere il costo del riciclo dei prodotti al termine del ciclo di vita, si fa leva sul loro ruolo specifico nella catena produttori - consumatori – gestori dei rifiuti per finanziare il riciclo e incorporarne i costi di gestione nel prezzo del prodotto.

In questo modo si mira anche a incentivare i produttori a ridurre il costo del riutilizzo e del riciclo dei loro prodotti, ad esempio scegliendo soluzioni progettuali o materiali pensati per il riciclo.

L’implementazione delle disposizioni normative fin qui descritte dovrebbero indirizzare il nostro Paese verso una gestione sostenibile dei rifiuti.

La produzione e gestione dei rifiuti urbani

Le informazioni relative alla produzione e gestione dei rifiuti urbani mostrano un sistema, in alcuni contesti, molto evoluto e confrontabile con le migliori esperienze di altri Paesi dell’Unione Europea.

La situazione appare, comunque, estremamente diversificata e ancora molti sforzi andranno fatti per raggiungere gli obiettivi che la nuova Direttiva Quadro 2008/98/CE sui rifiuti impone, soprattutto per quanto attiene alla prevenzione e al recupero dei rifiuti urbani.

La produzione dei rifiuti urbani si attesta, nel 2010, a poco meno di 32,5 milioni di tonnellate, facendo rilevare una crescita percentuale pari all’1,1% circa rispetto al 2009. Dopo i cali di produzione rilevati tra il 2007 e il 2008 (-0,2%) e tra il 2008 e il 2009 (-1,1%), l’incremento dell’ultimo anno porta a un valore di produzione analogo a quello del 2008.

L’andamento della produzione dei rifiuti urbani appare, in generale, coerente con il trend degli indicatori socio-economici, quali prodotto interno lordo e spese delle famiglie, sebbene, rispetto a quanto osservato per questi ultimi, la crescita della produzione dei rifiuti sia risultata, tra il 2003 e il 2007, più sostenuta e la successiva contrazione, tra il 2007 e il 2009, meno evidente.

Per quanto riguarda la produzione pro capite, il valore 2010 si attesta a 536 kg/abitante per anno a fronte dei 532 kg/abitante circa del 2009.

La raccolta differenziata raggiunge, nel 2010, una percentuale pari al 35,3% circa della produzione nazionale dei rifiuti urbani, attestandosi a oltre 11,4 milioni di tonnellate.

La situazione della raccolta differenziata appare notevolmente diversificata a livello di macroarea geografica. Il Nord, infatti, si colloca a una percentuale pari al 49,1%, mentre il Centro e il Sud si attestano a tassi pari, rispettivamente, al 27,1% e 21,2%.

Nel 2010, i rifiuti organici (scarti di cucina e verde della manutenzione di giardini e parchi) si confermano come la frazione maggiormente raccolta costituendo il 36,6% del totale della raccolta differenziata (34,7% nel 2009). Tra il 2009 e il 2010 si osserva un incremento di oltre 440 mila tonnellate (+11,8% circa) della raccolta differenziata della frazione organica (umido + verde), che fa seguito alle crescite di 433 mila tonnellate e di oltre 400 mila tonnellate rilevate, rispettivamente, tra il 2007 e il 2008 e tra il 2008 e il 2009. Nell’ultimo quadriennio, pertanto, si registra un aumento pari al 43,9% circa della raccolta differenziata dell’organico a fronte di incrementi più contenuti fatti rilevare nel precedente periodo 2004- 2007 (mediamente circa 230 mila tonnellate di crescita annua).

A livello di macroaree geografiche si rileva, nel 2010, una raccolta complessiva della frazione organica pari a oltre 2,7 milioni di tonnellate nel Nord, con un aumento di quasi 160 mila tonnellate rispetto al 2009 e valori, rispettivamente, pari a quasi 640 mila tonnellate nel Centro e a oltre 820 mila tonnellate nel Sud. In quest’ultima macroarea geografica la raccolta della frazione organica fa segnare, rispetto al 2009, una crescita di oltre 160 mila tonnellate e, in relazione al 2008, superiore alle 370 mila tonnellate.

In termini di valori pro capite si rileva una raccolta della frazione organica pari a 98 kg/abitante per anno nel Nord, a 53 kg/abitante per anno nel Centro e a 39 kg/abitante per anno nel Sud. Questi dati, pur mostrando un incremento in tutte le macroaree geografiche, evidenziano il notevole divario ancora esistente tra le regioni settentrionali e quelle del Centro-Sud. A livello nazionale, il valore pro capite di raccolta della frazione organica si colloca, nel 2010, a circa 69 kg/abitante per anno (62 kg/abitante nel 2009).

La raccolta differenziata della frazione cellulosica si attesta, nell’ultimo anno, a poco meno di 3,1 milioni di tonnellate, facendo rilevare, rispetto al 2009, una crescita del 3,4% circa.

Quasi il 60% del totale è raccolto nelle regioni del Nord Italia (oltre 1,8 milioni di tonnellate), mentre quote pari a 700 mila tonnellate e 550 mila tonnellate circa derivano, rispettivamente, dalle regioni del Centro e del Sud. Tali quantitativi si traducono in valori pro capite di raccolta pari a oltre 65 kg per abitante per anno nel Nord, a quasi 59 kg per abitante per anno nel Centro e a 26 kg per abitante per anno nel Sud (valore analogo a quello del 2009).

A livello nazionale la raccolta pro capite della frazione cellulosica si colloca, nel 2010, al di sopra di 50 kg per abitante per anno.

La frazione cellulosica e quella organica rappresentano, nel loro insieme, circa il 63,3% del totale della raccolta differenziata. Esse, inoltre, unitamente alle frazioni tessili e al legno costituiscono i cosiddetti rifiuti biodegradabili, relativamente ai quali il D.Lgs.36/2003 ha introdotto specifici obiettivi di riduzione dello smaltimento in discarica. Il quantitativo di rifiuti biodegradabili raccolti in modo differenziato si attesta, nel 2010 a oltre 8 milioni di tonnellate con una crescita percentuale, rispetto al 2009, del 7,6% circa. Tale frazione costituisce, nell’ultimo anno di riferimento, una quota pari al 70% circa del totale dei rifiuti raccolti in modo differenziato, con un valore medio, rilevato nel 2006-2010, pari al 70% circa. La raccolta differenziata del vetro è pari, nel 2010, a poco meno di 1,8 milioni di tonnellate, con una crescita, rispetto al precedente anno, del 4,5% circa mentre il valore della plastica si attesta a quasi 650 mila tonnellate, mostrando un incremento percentuale pari al 5,7% rispetto al 2009. In aumento risulta, anche, nel medesimo periodo, la raccolta differenziata del legno (+2,4% circa) che si colloca, nell’ultimo anno, al di sopra delle 690 mila tonnellate, così come quello relativo ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE, +17%) che si attesta a oltre 250 mila tonnellate. L’analisi dei dati sulla gestione evidenzia che, nel 2010, il 46% circa dei rifiuti urbani prodotti sono stati avviati allo smaltimento in discarica.

La discarica è, dunque, la forma di gestione più diffusa anche se non più prevalente; nell’insieme, infatti, le altre tipologie di recupero, trattamento e smaltimento rappresentano oltre la metà dei rifiuti annualmente prodotti (54%). In particolare, il 19% è sottoposto a operazioni di recupero di materia (escluso il compostaggio), il 16% è incenerito con recupero di energia, il 12% è avviato a processi di trattamento biologico di tipo aerobico o anaerobico (il 10% a compostaggio, il 2% a digestione anaerobica), l’1% viene inviato a impianti produttivi, quali i cementifici, per essere utilizzato come combustibile per produrre energia, e la stessa quota viene utilizzata, dopo il pretrattamento, per la ricopertura delle discariche.

Lo smaltimento in discarica diminuisce, rispetto al 2009, di oltre 520 mila tonellate (- 3,4%). Aumenta, invece, la quantità di rifiuti avviati al trattamento meccanico biologico di circa 1,7 milioni di tonnellate (+23%) e quella dei rifiuti inceneriti di oltre 630 mila tonnellate (+13%). Aumentano del 6% i rifiuti complessivamente avviati alle diverse forme di recupero di materia (compostaggio, digestione anaerobica, riciclaggio di imballaggi ed altri materiali).

GLOSSARIO

Rifiuti: Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o l'obbligo di disfarsi.

Rifiuto organico: Rifiuti biodegradabili di giardini e parchi, rifiuti alimentari e di cucina prodotti da nuclei domestici, ristoranti, servizi di ristorazione e punti vendita al dettaglio e rifiuti simili prodotti dall’industria alimentare raccolti in modo differenziato.

Autocompostaggio: Compostaggio degli scarti organici dei propri rifiuti urbani, effettuato da utenze domestiche, ai fini dell’utilizzo in sito del materiale prodotto.

Gestione rifiuti: La raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compresi il controllo di tali operazioni e gli interventi successivi alla chiusura dei siti di smaltimento, nonché le operazioni effettuate in qualità di commerciante o intermediario.

Raccolta differenziata: La raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo e alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico.

Riutilizzo: Qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti o componenti che non sono rifiuti vengono reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti.

Preparazione per il riutilizzo: Le operazioni di controllo, pulizia, smontaggio e riparazione attraverso cui prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento.

Recupero: Qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all'interno dell'impianto o nell'economia in generale.

Riciclaggio: Qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Include il trattamento di materiale organico ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento.

Smaltimento: Qualsiasi operazione diversa dal recupero anche quando l’operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia.